Come tenere sotto controllo il colesterolo

Come tenere sotto controllo il colesterolo: cosa è, sintomi e rimedi

Sto per dirti qualcosa sul colesterolo che ti lascerà interdetta/o e sicuramente incredula/o. Sei pronta? Dopo decenni in cui mi sono sentita dire da tutte le persone autorevoli del settore, dopo averlo letto nei libri, riviste, ed averlo ascoltato alla tv, ho dovuto realizzare che forse non era tutto vero!
Ma allora cosa sta accadendo? Come mai si sta facendo marcia indietro?


Prima di tutto mettiamo un po’ di ordine! Stiamo parlando del peggiore nemico della buona forma fisica? Sicuro?
Stiamo dicendo che il colesterolo, la molecola più temuta in ambito dietologo, forse non è l’unico “cattivo” che ci porta a rischiare problematiche circolatorie e cardiovascolari, oltre a farci appesantire e a alterare il nostro aspetto, il nostro umore e il nostro stato mentale!

Come affermava quel detto che recitava “le bugie hanno le gambe
corte”, ormai è sotto la luce di tutti che il colesterolo da solo non può
determinare tutti i nostri problemi di salute.
Ma come anche tu potrai facilmente constatare dagli eventi della vita quotidiana, è molto più semplice “incolpare” un solo imputato che trovare il vero bandolo della matassa, e questo “stile operativo” purtroppo intacca ogni ambito della nostra quotidianità.

Cercherò nello spazio di questo articolo di darti qualche spunto di
riflessione, consapevole che qui, non possiamo affrontare l’argomento con la dovuta completezza.

Cos’è il colesterolo?

Il colesterolo è una sostanza prodotta normalmente dal nostro corpo, in particolare è sintetizzata dal nostro fegato, non lo troviamo solo circolante nel sangue, ma anche nelle strutture di tutte le membrane cellulari, è coinvolto nei processi di produzione degli ormoni sessuali e steroidei, nella produzione di vitamina D e costituisce un componente importante degli acidi biliari.

Recenti studi hanno rivisto i valori standard di colesterolo, attestandoli
tra 180 e 240 mg %, avendo osservato che il rischio di decessi aumentava con valori al di sotto di 180 mg %.

La Società Europea dell’Arteriosclerosi ha suggerito come valore medio desiderabile di colesterolo quello che si attesta tra 200 e 220 mg % per gli adulti e 160-180 mg % per i bambini.


Il colesterolo quindi è una sostanza naturale, che troviamo in parte negli alimenti che assumiamo, in parte invece viene prodotta internamente dal fegato.
Esiste poi sotto diverse forme, se in eccesso, alcune di queste possono rappresentare (con il contributo di altri “attori”) un rischio per alcune malattie (ipercolesterolomia).

La mia esperienza come medico dietologo nasce ormai molti anni fa,
ed in tutto questo periodo di tempo ho avuto modo di provare su di me e verificare su decine e decine di pazienti, la veridicità della linea di pensiero portata avanti dal Metodo Bioterapia Nutrizionale.


Essa considera i lipidi nutrienti indispensabili sia per la
sopravvivenza del genere umano, sia per vivere con alti standard di salute.
All’inizio, mi sono spesso domandata quale fosse il contributo reale del colesterolo e dei lipidi esterni rispetto a quello prodotto e presente internamente.

Questo rapporto si attesta intorno ad un valore di 1 a 4, cioè per circa 20 gr di colesterolo/ lipidi introdotti con gli alimenti, il nostro organismo ne produce circa 80 gr. Ma allora la natura sbaglia sempre? Forse si, ma io sono portata a pensare che la natura sia più saggia dell’essere umano in un dato “periodo storico”, perché noi esseri umani tendiamo sempre ad aggiustarci le cose in funzione del nostro tornaconto personale,
mentre la natura va avanti semplicemente per preservare i suoi abitanti nel modo migliore e per mantenere un equilibrio armonico tra tutte le specie.

E’ un dato di fatto che negli ultimi decenni abbiamo assistito alla messa in commercio di decine di alimenti a basso contenuto di colesterolo, come pure alla preparazione di integratori capaci di tenere a bada il suo contenuto nel sangue, c’è stato chi si è enormemente arricchito e chi ha “fatto lavorare” qualcun altro.

Ma alla lunga, se sei un abile ricercatore ed osservatore, spesso ti accorgi quando qualcosa non torna. La pratica clinica sui pazienti determina l’ago della bilancia, e se un paziente in terapia per il colesterolo non guarisce mai, ed i suoi miglioramenti sono molto limitati nonostante terapie croniche, forse non stiamo facendo abbastanza. Un altro punto fondamentale riguarda l’atteggiamento totalmente passivo ed irresponsabile della maggioranza di noi, non è forse vero che desideriamo la pillola magica che risolverà i nostri problemi, a patto che non si debba fare troppo sacrificio?

Se decidiamo di attuare quei comportamenti minimi e quelle scelte alimentari consapevoli e necessarie, potremmo continuare a considerare parte della nostra routine quotidiana anche gli alimenti grassi e perché no anche burro, lardo, e simili, senza ingrassare e senza intaccare la nostra salute.

Tutto questo poi, io l’ho verificato sul campo, quindi non ti parlo di teoria, ma di dati reali e verificabili. Come hai iniziato a capire, questo argomento è molto vasto, e quasi sempre ci si dimentica che il colesterolo è un ormone, è precursore indispensabile per altri ormoni, anticorpi, è costituente delle membrane cellulari, serve a sintetizzare le prostaglandine, ovvero molecole indispensabili per una efficace attività del sistema immunitario.

Non so se hai mai sentito dire che noi abbiamo una riserva energetica sotto forma di acidi grassi circolanti e di tessuto adiposo,
questa serve per proteggerci, per depositare le scorie tossiche liposolubili e anche alcuni metalli pesanti che l’organismo non è stato in grado di eliminare; pertanto il “colesterolo” non è sempre e solo nocivo, ma svolge differenti compiti.

Ricapitolando, chiamiamo lipidi o grassi tutte quelle sostanze organiche di origine animale o vegetale, che non si sciolgono nell’acqua e che non possono evaporare!.
I livelli medi nel sangue oscillano tra 150 e 200 mg/dl, con una effettiva mutabilità individuale (collegata a molti fattori) ed è trasportato in tutto il corpo, poi le cellule ne prelevano direttamente la quantità necessaria.

E’ proprio a causa della sua limitata solubilità, che per raggiungere le sedi di utilizzazione il colesterolo viene trasportato da sostanze solubili chiamate lipoproteine.
Queste sono denominate “LDL”, ovvero lipoproteine a bassa densità, costituenti il cosiddetto “colesterolo cattivo”, poi abbiamo le HDL, lipoproteine ad alta densità, conosciute come “colesterolo buono”, pertanto è fondamentale x ciascuno di noi riuscire a mantenere le LDL sempre basse mentre le HDL molto alte!

Quando abbiamo del colesterolo in eccesso, rimanendo circolante forma presto accumuli pericolosi per la salute e può depositarsi sulle pareti delle arterie, ostacolando il flusso del sangue verso organi come cervello e cuore.
E’ abbastanza semplice quindi comprendere che se il colesterolo viene veicolato dal sangue in quantità normali, non esistono problemi, ma se il livello cresce oltre certi parametri, a parità di condizioni, una persona con valori circa di 250 mg/dl ha una probabilità doppia di andare incontro ad infarto rispetto a chi ha livelli di colesterolo sui 200 mg/dl.

La probabilità è addirittura superiore di quattro volte se il colesterolo sale anche saltuariamente a circa 300 mg/dl. Volgendo sul finire questa breve spiegazione sul colesterolo, non posso fare a meno di ricordare come venga eliminato! la sua eliminazione riveste un ruolo prioritario, esso viene convogliato nella bile e trasformato prima in acidi biliari, e poi in sali biliari, quindi è fondamentale per la nostra salute assicurarci che la cistifellea, piccolo organo produttore della bile funzioni sempre bene per evitare accumuli con effetti nocivi anche a lungo termine ed evitare anche la formazioni di cristalli pericolosi.

Ormai è stato ampiamente dimostrato che riducendo solamente l’assunzione di cibi ricchi di colesterolo (es: 100 g di burro contengono 219 mg, le uova 213, il fegato fritto 482, gli scampi 152, la carne 57, il pesce spada 50) non si riesce mai a ridurre una ipercolesterolemia.
Quando anni fa mi basavo solo sulla alimentazione di esclusione del colesterolo, non ottenevo mai risultati stabili e soprattutto ecclatanti; dopo anni di ricerca ed esperienza sul campo, ho verificato che bisogna cercare di lavorare anche sulle “cause delle cause”, cioè as esempio concentrarci su un enzima: l’ HMG- CoA-reduttasi, che guarda caso è attivato dall’insulina!.

Lascia quindi che ti faccia rimanere ancora una volta impietrita e di
sasso!
Sto dicendo che per ridurre l’impatto del colesterolo nel sangue abbiamo bisogno di migliorare l’impatto del carico glicemico post prandiale, controllandolo quindi sia nell’acuto che nel cronico e limitando la risposta insulinica.

Ecco perché ormai da anni ho incentrato il mio metodo nutrizionale sulla regolazione del carico glicemico e sul miglioramento della nostra sensibilità all’azione dell’insulina, un importantissimo ormone che tra l’altro nelle donne in menopausa gioca un ruolo preponderante!
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Quali sono gli obiettivi e le strategie di una dieta che controlli il colesterolo?

In ogni persona che presenta agli esami di laboratorio un rialzo del colesterolo e dei trigliceridi è indispensabile attuare strategie volte a incrementare i processi catabolici. Gli obiettivi del regime nutrizionale studiato dal medico devono pertanto mirare ad ottenere: una elevata fluidità del tessuto ematico, un incremento della funzione renale per ridurre la pressione sanguigna che porta più velocemente l’endotelio vascolare a essere danneggiato.

L’alimentazione settimanale dovrà ovviamente aiutare anche la destrutturazione degli accumuli patologici di lipidi saturi. Quando riusciamo attraverso opportune scelte nutrizionali e di integrazione a mantenere l’ equilibrio glicemico evitando il più possibile le iperglicemie, automaticamente riusciamo a controllare meglio il livello dei trigliceridi nel sangue, questo perché stati frequenti di iperglicemia costituiscono un “input” alla crescita ed alla strutturazione tessutale.

Conseguentemente riusciremo nell’intento di assicurare a queste persone salute e la prospettiva di una vita più lunga, infatti nei pazienti con elevati valori di colesterolo e/o trigliceridi, è sempre presente il rischio di patologie del sistema cardiocircolatorio, ipertensione, diabete o ipersurrenalismo, compreso le conseguenze immediate e a lungo termine di ciascuna di queste patologie invalidanti.

Ma cosa dobbiamo eliminare ed incrementare praticamente nella nostra alimentazione corretta e quotidiana?

Strategia 1:

Prevede un utilizzo giornaliero di cipolla e aglio nella maggiore quantità possibile, quindi nelle preparazioni di sughi per i piatti a base di cereali in chicchi a basso IG, ma possiamo cucinare anche la cipolla alla griglia insieme ad altri ortaggi, possiamo aggiungerla alle insalate, e preparare frittate o torte di verdura aggiungendo aglio e cipolla.

Dovremmo ripassare sempre gli ortaggi in padella con aglio e altre spezie come lo zenzero ed il peperoncino. La cipolla può essere facilmente associata anche a legumi in insalata. Ma a che serve? Entrambi, aglio e cipolla svolgono una funzione litica, fluidificante e stimolante la tiroide, permettendo una maggiore
capacità di trasporto dei nutrienti ai tessuti e allo stesso tempo agevola il drenaggio e l’eliminazione dei cataboliti. E poi l’effetto ipoglicemizzante, di cui queste persone hanno estremo bisogno.
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Strategia 2:

E’ imperativo riuscire a aumentare la funzionalità tiroidea ed epatica per ottenere un utilizzo dei lipidi circolanti e una loro smobilitazione dai depositi, abbiamo bisogno però di innalzare anche la velocità di circolo, per incrementare la diuresi.
Conseguentemente otterremo un aumento della velocità di perfusione renale e una riduzione dei depositi lipidici endoteliali, che il ristagno ematico facilita.
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Strategia 3:

Cosa sai in merito agli alimenti ipocolesterolemizzanti? Forse ti stupirai nel sentirti dire che i legumi lo sono, sia perché poveri in grassi e ricchi dell’aminoacido essenziale lisina, sia perché carenti in metionina e cistina (riducono l’assimilazione delle proteine), rendendoli fantastici nella gestione delle patologie del rene, quando l’eccesso di proteine potrebbe aggravare il quadro clinico.

Chissà come mai la maggioranza di noi dimentica che i legumi sono anche ricchi di sali minerali, tra cui il calcio (fino a 225 mg %), il fosforo (dai 290 ai 550 mg %), il ferro (dai 5 agli 8,4 mg %), il magnesio, il silicio, lo zolfo, il manganese, l’arsenico, nonché le vitamine A, D, E, B1, B2, e PP.

Infine i legumi sono ricchi di saponine, bel nome vero? Di fatto sono glicosidi anticolesterolo.
Alcuni tipi di frutta sono ipocolesterolemizzanti e pertanto anche ipoglicemizzante: mirtilli, lamponi, more, mela verde e fragole (queste ultime sono anche fluidificanti del sangue, aiutano la tiroide, sostengono il circolo sanguigno, il cuore e svolgono un’azione diuretica).

Conosciamo tutti l’azione antiossidante della vit c, questa si rivela estremamente funzionale nelle persone con ipercolesterolemia; da ricordare è che troviamo grandi quantitativi di viT C anche nel tè verde, che infatti consiglio giornalmente in quantità non inferiore a 3 tazze.
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Strategia 4:

Dobbiamo assolutamente conoscere ed utilizzare quotidianamente tutti gli alimenti ad azione litica e/o fluidificante. In primo luogo il prezzemolo, i funghi e l’ ananas, e poi anche i cibi ricchi di adenosina quali l’aglio, la cipolla, il melone ed i mandarini.

Sarà indicato l’uso a rotazione del cetriolo nelle insalate oppure nella preparazione di salse x condire: esso è fluidificante, destrutturante, diuretico, sedativo.
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Strategia 5:
Nell’intento di contrastare la ritenzione idrica ed il ristagno intestinale, dobbiamo attuare una serie di comportamenti con un punto di osservazione a 360° gradi.

Prima di tutto se abbiamo ristagno intestinale si verificherà una certa stipsi, essa può essere secondaria anche ad una ridotta funzionalità della cistifellea (ma non solo!) con riassorbimento della massa fecale ricca in acidi grassi, facilità alla imbibizione tessutale, un aumento dei valori pressori come conseguenza della stessa ritenzione e della maggiore viscosità del tessuto ematico.

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Strategia 6:
Latticini ed i derivati del latte non devono far parte della alimentazione quotidiana, infatti, ovviamente contengono grassi saturi, e poi grazie al calcio (minerale), incrementano la coagulabilità del sangue proprio in persone che già sono a rischio cardiovascolare.
Quando si decide di mangiare formaggi, è preferibile farlo in forma fusa come ad esempio nella preparazione della scamorza o mozzarella alla piastra, per ridurre il contenuto in lipidi saturi (attraverso l’aumento di temperatura).

Contrariamente all’opinione comune, Il formaggio stagionato resta sempre quello meno problematico, diversamente dai formaggi teneri che trattengono tutta la quota lipidica all’interno della loro struttura e per questo più pericolosi in caso di ipercolesterolemia.

Strategia 7:
E che possiamo affermare in merito alla questione della “presunta relazione tra consumo di uova e incremento del rischio di cardiopatie”? Importanti ricerche internazionali hanno decretato ormai da anni l’innocuità della assunzione anche giornaliera di uova in persone sane.

Siamo giunti alla fine di questa breve sintesi sull’argomento
colesterolo, e naturalmente avrei ancora moltissime informazioni da condividere con te, pertanto se vorrai, avremo questa opportunità se deciderai di approfondire con un percorso di educazione alla salute direttamente in uno dei miei studi oppure attraverso le mie consulenze on line!

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